essiccamento della cannabis

Essiccamento della cannabis, come farlo

Perché essiccare le cime fresche di cannabis

Il processo di coltivazione della cannabis, dopo la sua raccolta, si conclude con una corretta essiccazione delle cime, che consente di ottenere un prodotto qualitativamente rispondente ai migliori standard.

Infatti, se non viene eseguito con le giuste metodiche, l’essiccamento della cannabis non si completa e quindi può innescare la formazione di muffe, responsabili del suo deterioramento.

Dopo che le piante sono cresciute e fiorite, è necessario raccogliere le cime per poi lasciarle seccare, per eliminare l’umidità normalmente contenuta in qualsiasi cellula vegetale.

Infatti, se le cime venissero impiegate fresche, l’elevata concentrazione di acqua in esse contenuta provocherebbe un sapore amaro nel fumo, qualora fosse consentito accenderle.

È quasi impossibile produrre una combustione di cime del genere, che pertanto risultano inutilizzabili.
Eliminando l’umidità, si contribuisce ad addolcire il sapore e l’aroma del fumo, dato che viene esaltato il profilo terpenico del vegetale.

Oltre che sui requisiti organolettici, una corretta essiccazione agisce anche sulla formazione delle muffe, che tendono a prosperare in presenza di umidità.

Tutti conoscono le conseguenze estremamente dannose che le spore fungine possono avere sulle caratteristiche qualitative della cannabis.

Come procedere a essiccare le cime fresche di cannabis

Un metodo piuttosto diffuso per l’essiccamento è quello di appendere i rami interi in un essiccatoio, per consentire il deflusso delle goccioline di umidità, che vengono eliminate per il 10-15%.

Un procedimento del genere è attivo soltanto sulle parti esterne delle cime, ma non su quelle interne, per le quali è necessario procedere in altro modo.

Infatti le cime, come la maggior parte delle piante, contengono carboidrati semplici (zuccheri) e complessi (cellulosa), che rappresentano il substrato ideale per lo sviluppo e la proliferazione dei batteri.

Dopo avere raccolto e pulito le cime è quindi opportuno procedere con due modalità: se si utilizzano trami interi è possibile appenderli, come sopra citato; se invece si usano soltanto gli apici, può essere utile servirsi di un .
essiccatoio.

Si tratta di una griglia metallica su cui vanno disposte le cime, avendo cura di rivoltarle ciclicamente per assicurare il deflusso dell’umidità.

In entrambi i casi è indispensabile che l’ambiente garantisca condizioni ottimali di aerazione e di secchezza, con un’umidità relativa massima che non deve superare il 50%.

Fattori che influenzano l’essiccazione della cannabis

Il primo fattore che influenza la procedura di essiccamento delle cime è relativo alle loro dimensioni: quelle più grandi hanno anche una maggiore densità e quindi risultano più lente a perdere acqua.

La loro forma, il numero di fiori e la loro sovrapposizione sono ulteriori requisiti che possono incidere notevolmente sulle tempistiche richieste.

La temperatura dell’ambiente in cui si realizza il processo deve essere costantemente controllata, dato che qualsiasi sbalzo termico contribuisce a rallentare l’essiccamento.
Essa deve essere mantenuta tra 18 e 25 gradi.

Un altro aspetto da curare con attenzione è il ricambio d’aria poiché, com’é noto, l’umidità ha un peso specifico maggiore di quello dei gas e quindi tende a depositarsi sul terreno.

Per evitare che essa possa ritornare in contatto con le cime che, come tutti i vegetali, sono igroscopiche, è dunque necessario che la stanza sia adeguatamente arieggiata.

Bisogna poi distanziare correttamente gli apici, che non devono mai sovrapporsi tra loro.

L’intera fase di essiccamento ha una durata compresa tra 7 e 12 giorni, durante i quali gli apici si riducono notevolmente sia di volume sia di peso, ma aumentano la loro resa globale.

Per rendersi conto se il processo sia concluso è possibile eseguire una semplice prova, consistente nel piegare un rametto: se si spezza, significa che ha perso la sua porzione umida ed è completamente asciutto.
Se invece si piega, vuol dire che deve rimanere ancora in essiccatoio.

Significato dell’essicazione della cannabis

Al momento del raccolto, gli apici di cannabis contengono ancora tutti i componenti necessari per la loro sopravvivenza, che sono soprattutto acqua, clorofilla e carboidrati.

Si tratta di molecole incompatibili con il fumo; infatti l’acqua, come accennato, consente la proliferazione delle muffe, i carboidrati permettono ai batteri di moltiplicarsi e la clorofilla conferisce uno spiacevole sapore amaro alle cime.

Pertanto, soltanto tramite un adeguato procedimento di essiccazione è possibile ottenere apici di cannabis di ottima qualità, perché capaci di sviluppare al massimo i loro principi attivi di aroma e di gusto.

Inoltre, per conservare a lungo la marijuana, è indispensabile che non contenga nessuna traccia di umidità, che potrebbe portare all’insorgenza di muffe tardive nei contenitori oppure nelle confezioni.

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