Dovizioso e Ducati: un 2016 di crescita costante in Moto GP

L’ultima gara di Moto GP ha confermato quello che era palese, ovvero che quest’anno la Ducati ha avuto una crescita esponenziale e che l’anno prossimo, probabilmente, si appresta davvero a lottare per il titolo, complice anche l’arrivo di Jorge Lorenzo, che ha accettato la sfida di provare a far fare alla Desmosedici l’ultimo passo, quello decisivo per farla tornare in cima al mondo del motociclismo, da dove manca ormai dal 2007, anno dell’ultimo mondiale di Stoner.

Ducati: obiettivo del 2016 raggiunto

La vittoria nell’ultimo gran premio di Moto GP per la Ducati ha rappresentato un passaggio molto importante: l’obiettivo stagionale era vincere almeno due gare e, seppure alla penultima gara è stato centrato.

Ma anche se potrebbe bastare questo dato per capire la crescita costante della scuderia, risulta interessante ripercorrere in particolar modo le ultime tre gare, quelle corse in terra asiatica, che danno perfettamente il senso dei progressi della casa di Borgo Panigale.

Ovviamente questo non significa che la vittoria di Iannone, ottenuta in Austria, abbia meno significato, ma risulta innegabile che quel tracciato si adatta perfettamente a quella che è l’aereodinamica della Ducati e che quindi questo successo in Malesia e le ottime performance fatte registrare in Giappone, Australia, abbiano un peso specifico diverso.

Cosa dice la vittoria di Dovizioso in Malesia

La vittoria in Malesia e l’ottima prova di Iannone hanno reso chiare due cose: che il motore che spinge e spingerà la Ducati è davvero di ottima fattura, considerando come il compagno di Dovizioso è riuscito a battagliare con Rossi, e che la gomma anteriore della moto italiana si caratterizza per un deperimento meno marcato rispetto a quella di Honda e Yamaha. motogp_2014

Se questi due aspetti rimarranno presenti anche nella prossima stagione di Moto GP ci sarà sicuramente da divertirsi, perchè la Ducati sembra davvero pronta per il passaggio finale, quello che conduce a poter lottare costantemente e fino alla fine per il titolo.

Uno sguardo d’insieme sulle ultime tre gare di Dovizioso

Se però, come anticipato, si guardano gli esiti delle ultime tre gare e li si confronta con quelli dello scorso anno, si hanno ancora più chiari i progressi della Ducati. Solo 12 mesi fa, alla fine di questo trittico, i punti conquistati da Dovizioso furono solo 14, con miglior piazzamento un quinto posto in Giappone e con distacchi sempre abissali dal primo pilota a passare sotto la bandiera a scacchi.

Quest’anno i punti messi in cascina nelle tre gare di Moto GP considerate sono 58 e il distacco da Marquez, punto di riferimento obbligato, non è mai stato superiore ai 3”. Inoltre, la prova che Dovizioso ha fornito in Australia ha dimostrato che le migliorie tecniche apportate alla moto in sede di sviluppo l’hanno resa competitiva anche su un tracciato che storicamente non le è mai stato congeniale e dove ha sempre sofferto.

E la stagione poteva chiudersi ancora meglio

In Malesia Dovizioso è tornato a vincere un gran premio di Moto GP dopo sette anni ed è arrivato a 162 punti in classifica: nell’ultima gara gli basterà un solo punto per dire di aver fatto meglio dell’anno scorso.

E se si pensa che in due gran premi di inizio stagione si è dovuto ritirare per colpe non sue, risulta plausibile pensare che quest’annoa sarebbe potuto arrivare anche terzo in campionato. Anche questo è un segnale di come la Ducati sia davvero cresciuta in questi dodici mesi.

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